venerdì 12 ottobre 2012

Dieta vegetariana? Un punto di svolta



«L’addio al consumo di animali e derivati è la chiave di volta per risolvere molte delle situazioni emergenziali del Pianeta». Lo scrive in una nota l’Enpa, in occasione alla Settimana mondiale vegetariana iniziata l’1 ottobre. «Solo il 20 per cento della popolazione mondiale ha regolare accesso alle risorse alimentari mentre il 26 per cento della superficie terrestre è invaso dagli allevamenti, ai quali è imputabile l’emissione del 18 per cento dei gas serra, la distruzione di milioni di ettari di foreste, nonché la produzione annua di 1.050 miliardi di tonnellate di deiezioni», spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico dell’Enpa.

Quando la popolazione mondiale passerà da 7 a 9 miliardi di persone, prosegue la nota, la situazione renderà ancora più drammatica la carenza di cibo. «E’ davvero paradossale – sottolinea Ferri – che occorrano 16 chili di foraggi per produrre un chilo di carne. Inoltre – aggiunge – stando a quanto riferito dalla Fao, occorrono circa 15mila litri di acqua per produrre un chilo di carne. Se le stesse risorse fossero investite per l’agricoltura, probabilmente la fame sarebbe solo un ricordo». Pertanto, la nota spiega che se la dieta vegetariana non si affermerà una volta per tutte, gli scienziati sostengono che il mondo intero andrà incontro a catastrofiche crisi alimentari entro il 2050.

I vegetariani, tra l’altro, secondo una ricerca inglese pubblicata sul British Journal of Cancer, hanno meno probabilità di ammalarsi di tumore. «Le probabilità in meno di sviluppare il tumori del sangue – leucemia e altre patologie – sono il 45 per cento in meno e quelle di manifestare un qualsiasi altro tipo di tumore il 12 per cento. Chi consuma molta carne – continua la nota – vede aumentare del 35 per cento il rischio di ammalarsi di cancro all’intestino. «Vegetariani e vegani – conclude Ferri – non solo non vengono colpiti dai tumori dell’apparato digerente, ma sono meno soggetti anche ad altre malattie come diabete, trombosi, osteoporosi, artrite, malattie renali, obesità e ipertensione»

 (  da Comune-info  8 ottobre 2012 , fonte Adn krononos)

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